Nel panorama dell’istruzione italiana, la legge 28 marzo 2003, n. 53 ha rappresentato un punto di svolta significativo. Questa legge, nota come la “riforma Moratti”, ha delegato al Governo l’importante compito di definire le norme generali dell’istruzione e i livelli essenziali delle prestazioni nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale. Nonostante le modifiche apportate successivamente dai Ministri Fioroni e Gelmini, l’impianto originario della legge rimane ancora valido.
Questa legge ha contribuito a unificare un sistema educativo frammentato e superato, presente nella Parte II del Testo Unico. Essendo una legge delega, ha stabilito una serie di principi e criteri guida, oltre a prevedere l’emissione di numerosi decreti legislativi per la sua attuazione.
La legge 53/2003 ha introdotto concetti come l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e l’importanza delle dimensioni locali, nazionali ed europee. Inoltre, ha garantito il diritto all’istruzione e alla formazione per almeno dodici anni, o fino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età. Questo ampliamento dell’obbligo scolastico costituzionale e dell’obbligo formativo, previsto anche dalla legge 144/1999, ha ridefinito l’istruzione come un diritto-dovere.
Il sistema educativo, come delineato dalla legge, è strutturato in tre parti: la scuola dell’infanzia, il primo ciclo (che comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado) e il secondo ciclo. Inizialmente, il secondo ciclo era costituito dai licei (di competenza statale) e dall’istruzione e formazione professionale (di competenza regionale). Tuttavia, su iniziativa del Ministro Fioroni, questa previsione è stata successivamente modificata, ripristinando la tradizionale distinzione tra licei, istituti tecnici e istituti professionali statali. L’istruzione e la formazione professionale sono rimaste di competenza delle Regioni. La legge ha anche introdotto disposizioni per garantire una maggiore coerenza dei curricoli, il potenziamento delle lingue comunitarie e delle nuove tecnologie, oltre a promuovere la personalizzazione del piano di studi con elementi di competenza nazionale e regionale.
Un’altra importante innovazione introdotta dalla legge 53/2003 è stata l’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro, consentendo di adempiere all’obbligo formativo al di fuori dell’ambiente scolastico. Questa modalità è stata regolamentata dall’articolo
